I mantelli
Di che colore era il Cavallo bianco di Napoleone?
Il mantello del cavallo è composto da peli e crini, il pelo liscio e lucido è indice di un soggetto in buona salute.
I mantelli si dividono in “semplici": con peli e crini dello stesso colore come il morello o nero, il sauro o il bianco o albino (che solitamente ha la pelle rosa) e “composti": a 2 o più colori.
Il più classico dei mantelli composti è il baio che ha i peli più o meno rosso scuri con i crini neri.
L’isabella, con peli color caffelatte a volte tendenti al giallo con crini neri detto anche Isabella.
Il grigio, con peli e crini misti bianchi e neri.
Il sorcino, peli color grigio piombo con crini neri.
Il falbo o cervato, un miscuglio di peli gialli e neri.
L’ubero, dai peli misti rossi e bianchicci.
Due sono il mantelli più comuni fra quelli a tre colori: il roano dai peli neri, rossi e bianchi ed il pezzato, anch’esso con peli rossi o marrone neri e bianchi, riuniti in macchie di colore omogeneo.
Esistono infinite altre derivanti, ma vi assicuro che se non ci si attiene ai principali, sui mantelli, si potrebbe disquisire per giorni interi.
I peli bianchi sugli arti si definiscono "balzane" (traccia di balzana, piccola balzana, balzana calzata, balzana alto-calzata).
Dicasi "capezza di moro" quando la testa sfuma in pelo nero.
I remolini, sono cambi di direzione o rotazione del pelo, il colpo di lancia è un’infossatura obliqua nei muscoli del collo mentre il colpo di accetta è un’infossatura traversa nel muscolo superiore del collo, proprio davanti al garrese.